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Prestito a fondo perduto coronavirus covid 19 2020


Finanziamento a fondo perduto covid 19 coronavirus 2020


> Finanziamenti & prestiti a fondo perduto coronavirus covid 19?
NNBB: aggiornamento giugno 2020! Dal 15 giugno e, salvo future proroghe, fino al 13 agosto 2020 (e dal 25 giugno al 24 agosto per gli eredi che continuano l'attività del titolare defunto), sarà possibile presentare le istanze per ottenere il contributo a fondo perduto covid. Le domanda potrà essere inoltrata solo attraverso due canali informatici cioè Entratel oppure il sito dell'Agenzia delle Entrate. Quest'ultima, chiarisce con una nota, che chi riceve in tutto od in parte il contributo senza averne diritto, oltre al recupero coattivo delle somme percepite indebitamente, subirà delle sanzioni, anche penali. Segue l'articolo che descrive tutti i requisiti per ottenerlo, aggiornato al giugno 2020.
NB: il 20 maggio 2020 è stato emanato il Decreto Rilancio Italia nr. 45, il quale, all'art. 25 prevede il contributo a fondo perduto covid-19 per sostenere i soggetti colpiti dall'emergenza coronavirus. A seguito del testo definitivo abbiamo re-iscritto tutta la pagina mantenendo però le ipotesi che erano state previste in precedenza al solo fine di far capire la differenza tra le previsioni e il testo definitivo.
Dunque, l'erogazione di prestiti a fondo perduto per covid 19 fu un'ipotesi ventilata dal Governo italiano e che all'inizio doveva essere incorporata nel Decreto Legge Salva Imprese del Maggio 2020. Tra le ipotesi che circolavano a proposito, c'era quella che il finanziamento a fondo perduto coronavirus non avrebbe dovuto superare le 80000 euro (80 mila euro) a soggetto: da quest'ultima somma si passò a quella di 60000 euro per poi a quella di 40000 mila euro (quaranta mila euro) come annunciata da Conte e inizialmente prevista dal decreto 45/2020. Fortunatamente, alla fine (giugno 2020), con il Decreto Rilancio verrà erogato un aiuto e/o contributo a fondo perduto coronavirus che non ha di per sè un tetto massimo se non quello previsto dalle percentuali, che vedremo con tanto di esempi più avanti. Quest'ultima decisione è talmente vera che, qualora il contributo a fondo perduto sia oltre le 150.000 euro (150 mila euro), è prevista una procedura di invio diversa, diciamo più rafforzata. L'importo del contributo sarà a fondo perduto totale cioè NON è prevista la restituzione neanche in parte, nè sullo stesso sono previsti interessi, nè concorrerà a formare la base imponibile.

Finanziamento fondo perduto coronavirus: come da premessa, è entrato in vigore il decreto n. 45/2020 che anzitutto ha cambiato nome: non più Salva Imprese ma Decreto Rilancio. Il testo definitivo, che, all'art. 25 dispone il prestito a fondo perduto covid 19, prevede i seguenti limiti e condizioni: destinato a soggetti che siano titolari di reddito d'impresa, di lavoro autonomo ed agrario, titolari di partita iva, ma entro il tetto di ricavi non superiori ai 5 milioni di euro annui (ricavi relativi al 2019). Poi, la condizione essenziale (ma non per tutti, come vedremo) è quella che nel mese di aprile 2020, abbiano avuto un calo di fatturato e corrispettivi superiore ai due terzi rispetto al mese di aprile dell'anno prima (2019). La novità, rispetto alle bozze in discussione, è rappresentata dal fatto che la condizione del calo del predetto fatturato (dei due terzi) non si applica a: 1) chi ha iniziato l'attività a partire dall'1 gennaio 2019; 2) a chi ha il domicilio fiscale o sede operativa in quei comuni dichiarati zona rossa ancora prima che fosse dichiarato lo stato di emergenza a livello nazionale. Che contributo verrà concretamente erogato mediante il finanziamento a fondo perduto covid? Dunque, a prescindere dal calo del fatturato, il decreto rilancio ha previsto un contributo a fondo perduto minimo equivalente a, rispettivamente: A) 1000 euro (mille euro) per le persone fisiche; B) 2000 euro (duemila euro) per tutti gli altri soggetti diversi dalle persone fisiche. Passimo ora il sistema di calcolo per determinare il tetto massimo.


Contributo a fondo perduto coronavirus: quanto spetta? Dopo aver visto a chi spetta vediamo come viene calcolato il contributo. L'importo spettante ad ogni soggetto è determinato nel modo seguente: si applica una percentuale del 20%, del 15% o del 10% (prima era del 25%, 20% e 15%) sulla differenza tra il fatturato ed i corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto all'aprile 2019 ma divisa in ben tre (3) scagliomi o tetti: fino a 400000 euro (400 mila euro) il 20% (prima era il 25% fino a 100 mila euro); oltre 400000 euro e fino a 1 milione di euro il 15% (prima era da 100 a 400 mila euro il 20%); oltre un milione di euro e fino a 5 milioni di euro il 10%. Ricapitoliamo e poi qualche esempio:
1) il 20% per corrispettivi e fatturato fino a 400000 mila euro (400 mila euro);
2) il 15% per corrispettivi e fatturato sopra 400 mila euro e fino a 1 milione di euro;
3) il 10% per corrispettivi e fatturato sopra il milione di euro e fino a 5 milioni di euro.
Facciamo qualche esempio di calcolo del contributo a fondo perduto coronavirus: un lavoratore autonomo ha fatturato 10 mila euro nell'aprile 2019 e 1000 euro nell'aprile 2020 (in calo del 90%!) e lo scorso anno ha registrato rivavi complessivi per 150 mila euro. In questo caso ha diritto al contributo a fondo perso covid perchè la perdita del fatturato di aprile supera i 2/3 (due terzi). La differenza, sempre in questo caso, è di 9 mila euro (10000 - 1000 = 9000). Ebbene, rientrando nel caso di cui al nr. 1) (fino a 400 mila euro), al nostro autonomo spetterà un contributo del 20% su 9 mila euro ovvero 1800 euro! Altro esempio: un'impresa ha fatturato 60 mila euro ad aprile 2019 e 15 mila euro nell'aprile 2020 (calo del 75%) e lo scorso anno ha registrato ricavi per 750 mila euro. Anche in questo caso rientra nel finanziamento a fondo perduto covid ma rientrando nell'ipotesi nr. 2) (da 400 mila euro e fino a 1 milione di euro), il contributo a fondo perso sarà del 15% su 45 mila euro (60000 - 15000 = 45000) cioè di 6750 euro! E così via anche per le realtà fino a 5 milioni di euro, ma senza il limite massimo di 40000 euro...

Prestito a fondo perduto covid 19: a chi non spetta, chi è stato escluso? Sempre con il Decreto Rilancio 2020 sono previsti alcuni soggetti ai quali viene preclusa la domanda del contributo a fondo perso coronavirus. Vediamo chi sono. Anzitutto il finanziamento non spetta a chi ha diritto ai 600 euro previsti dal Decreto Cura Italia. Poi, non spetta altresì anche a chi ha diritto all'indennità dei lavoratri del mondo dello spettacolo nè ai liberi professionisti e lavoratori co.co.co. nonchè, infine, a quelli che comunque hanno il diritto di accedere al fondo di reddito di ultima istanza sempre previsto dal citato Cura Italia. Da ultimo, il prestito covid a fondo perduto non spetta anche a chi ha cessato l'attività alla data del 31 marzo 2020. Che fare nel caso in cui, per qualsiasi motivo, non abbiamo i requisiti e/o non rientriamo nelle condizioni poste per chiedere il finanziamento a fondo perduto coronavirus? Beh, se, a prima acchito, ci rendiamo conto di non avere i requisiti del Decreto Rilancio, date un'occhiata al finanziamento attuato dal Decreto Cura Italia del quale ci siamo già occupati ed al quale rinviamo su prestito 25000 euro cura Italia requisiti e prestito personale 25000 vs prestito covid 19 e modulo finanziamento 25000 euro covid editabile pdf oppure se già siete a conoscenza di NON rientrare neanche in quest'ultima ipotesi, possiamo indicarvi una serie di soluzioni alternative su prestiti per autonomi con reddito basso